Cosa sono le Pratiche Olistiche

PRATICHE OLISTICHE, COSA SONO?

Con pratiche olistiche si intendono una serie di competenze, esercizi, pratiche quotidiane, conoscenze e soprattutto uno stile di vita basato a considerare la persona nella sua completezza e atto favorire lo sviluppo dell’individuo  nei quattro aspetti che caratterizzano l’essere umano nella sua totalità e cioè:  mente, emozioni, spirito e corpo fisico. Il termine “olistico” infatti proviene dal greco όλος, olos, che sta per “totalità”. Chi non si è mai avvicinato alle pratiche olistiche, considera spesso tali metodiche come circoscritte a una cerchia di credenze e fedi di tipo mistico/religioso.  In realtà, l’approccio olistico è rivolto a tutti e non coinvolge, né richiede, nessun tipo di credenza particolare per la loro applicazione.

ORIGINI E DEFINIZIONE

Jan Smuts (1870-1950), uomo politico, intellettuale e filosofo sudafricano, ha preso a prestito questa parola di derivazione greca, per coniare l’aggettivo “Olistico” negli anni venti. Egli è autore di “Holism and Evolution” (“Olismo ed evoluzione”), del 1926. Essendo Smuts un convinto evoluzionista, l’olismo è secondo lui anche esprimibile come il frutto strutturale di un'”evoluzione emergente”. Smuts ha definito l’olismo come: «…la tendenza, in natura, a formare interi che sono più grandi della somma delle parti, attraverso l’evoluzione creativa». Ed è proprio attraverso quella che è “la visione dell’insieme della persona” e “l’evoluzione” dell’individuo che sono nate le discipline olistiche. Questo modo di percepire l’essere umano è antico di migliaia di anni e non si tratta di una nuova invenzione. Questa visione si basa su sistemi  e credenze che rispettano la persona e mirano soprattutto a ripristinare lo stato di equilibrio verso cui tende ogni essere vivente.

Molte delle tecniche chiamate “olistiche” sono state classificate  come tali molto dopo l’inizio della loro creazione e della loro pratica e, attualmente, con questo termine si classificano, all’interno dello stesso gruppo, discipline con una storia millenaria ed altre di creazione più recente, tutte comunque accumunate dal fattore determinante di riportare benessere all’individuo. Un approccio olistico deve essere sempre orientato alla consapevolezza che l’equilibrio, in tutti gli aspetti dell’essere umano, non è un obiettivo, bensì la normalità del quotidiano.

Sotto la “classificazione di pratiche olistiche” troviamo conoscenze molto diverse fra loro, molte delle quali hanno una derivazione da filosofie orientali millenarie come: Yoga, Meditazione, Ayurveda, Agopuntura, Reflessologia, Reiki,  Shatzu e altri tipi di massaggio orientale, tutte le arti marziali più note (kung-fu, Aikido, karate, Chi-kung, Judo.. per citarne solo alcune), la Macrobiotica e l’elenco continua. Poi ci sono pratiche olistiche che hanno una derivazione occidentale, anche qui, alcune antiche, altre più moderne: l’Erboristeria occidentale, l’Omeopatica, i Fiori di Bach, l’Iridologia, la Bioenergetica, la Naturopatia, la Chinesiologia, l’Antroposofia, il Training Autogeno, la Biodanza…

Lo sciamanesimo, come “pratica olistica” si ritrova in tutte le tradizioni antiche, sia di stampo occidentale che orientale, con credo e teorie profondamente diverse, ma accumunate dall’idea che le parti spirituali ed emotive dell’individuo non possano essere separate dal corpo e dalla mente di quest’ultimo per raggiungere uno stato di equilibrio e benessere personale.

In base a tale teoria, comune a tutte le pratiche olistiche, i sintomi scatenati da un dato disturbo fisico o mentale o spirituale o emotivo, non sono altro che segnali del nostro essere profondo che tentano di ripristinare l’equilibrio perso. Secondo questa visione, la salute della persona non è vista come semplice assenza di malattia, ma considera il benessere globale di corpo, mente, società e ambiente come un’evoluzione psicofisica che accompagna il singolo individuo nel corso della sua vita. Di conseguenza, ne deriva che la ricerca del benessere è orientata alla persona e non alla malattia, alla causa e non al sintomo, al sistema e non all’organo, al riequilibrio invece che alla cura, stimolando il naturale processo di autoguarigione del corpo.

Non dobbiamo dimenticare che le pratiche olistiche non si applicano solo al corpo fisico, ma soprattutto alla mente e alle emozioni dell’individuo. Un approccio di tipo olistico dunque è ideale per coloro che vogliono migliorare e star bene con se stessi, abbandonando le vecchie abitudini e i vizi, motivarsi al cambiamento o superare un momento difficile. Da un punto di vista prettamente sociale, l’approccio olistico consente all’individuo di imparare a gestire i rapporti con le altre persone, di migliorare la propria autostima e di raggiungere obiettivi prefissati. Questo può essere ottenuto anche solo con una corretta respirazione o con una meditazione oppure dedicandoci ad un’attività che coinvolga corpo, mente e spirito ed emozioni, come delle tecniche sciamaniche o la biodanza o il training autogeno o un’arte marziale.

Se poi si vogliono sperimentare e riscoprire anche le parti profonde di noi stessi, l’approccio olistico può consentire il ritrovamento di armonia e di pace interiore riportandoci in contatto con la nostra spiritualità innata, scevra da qualsiasi ideologia e credenza, dato che ogni essere umano ha un accesso indipendente alla propria spiritualità interiore.